È uno dei maggiori esponenti del buon gusto del vestire all’italiana.

Da anni protagonista delle maggiori manifestazioni del settore tra cui Pitti Uomo in scena a Firenze e icona indiscussa del Made in Italy grazie al suo stile unico e a quel 7 ricamato sulle cravatte indossate sotto raffinati Double-Breasted spesso fotografati dal celebre blogger Scott Shuman di “The Sartorialist“.

Parliamo di Lino Ieluzzi, imprenditore e proprietario della boutique Al Bazar Milano di Via Scarpa, negozio nel quale si respira ancora intatto il fascino del saper vestire italiano in una cornice unica nel suo genere, tra arredi in legno e foto storiche appese alle pareti, oltre ad un fantastico memorabilia di oggetti provenienti direttamente dagli anni ‘70 e ‘80, dove è proprio lui in persona assieme al suo team ad accogliere i clienti in una full immersion di stile e savoir-faire.

Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo nella sua celebre boutique “Al Bazar” per scambiarci opinioni e pareri sulla sua seconda passione, l’orologeria, deliziandoci tra aneddoti e curiosità – tra cui un Patek Philippe ref 3970 scambiato con un Porsche – e consigli per non perdere mai di vista l’obiettivo più importante: avere buon gusto. Giocare con gli accessori, mixarli tra loro, ed inserendoli in un contesto che rispecchi così la personalità di chi li indossa.

“L’orologio deve essere presentato nel contesto, “giocato” sulle persone, altrimenti rischia di diventare piatto se messo da solo. I Giapponesi sono molto bravi nel farlo. Una bella cornice dove l’orologio può prendere vita ed essere valorizzato.”

Abbiamo scelto per voi cinque domande chiave, cinque come gli accessori indispensabili per completare l’abbigliamento e il necessaire del vero Gentleman. Perché alla fine è tutta un questione di buon gusto.

Lino, cosa rappresenta per te l’orologio?

L’orologio fa parte di noi stessi e della nostra vita, racchiude i nostri ricordi e la nostra personalità. I miei orologi li ho sempre acquistati per emozione e per divertimento, poi cerchi quello che ti calza meglio e lo abbini al tuo stile. Chi ama orologi di un certo tipo ama vestire in un certo modo, oltre ad essere un buon investimento. Se compri bene..

A quale segnatempo sei piu legato e perchè?

Un Rolex Daytona anni ’70, uno dei primi. Lo pagai 800.000 Lire ed era un orologio particolare soprattutto per l’epoca. Ti faceva sentire importante perché lo avevano ancora in pochi e il crono ai tempi non andava ancora molto. Andavano molto le misure piccole: 40, 4 1fino ai 42mm sono sempre state le misure ideali. Ai tempi l’icona era il Rolex Submariner, mentre il Daytona era un discorso nuovo.
Senza dimenticare un Patek Philippe ref.3970 che scambiai con un Porsche. Compravo e vendevo orologi sempre e solo per passione. Ai tempi era sicuramente più facile.

Quali sono gli orologi che indossi più spesso?

Al polso porto spesso un Audemars Piguet Royal Oak e un Patek Philippe Nautilus. Sono orologi assolutamente versatili e i più eleganti in assoluto. E soprattutto senza tempo, delle creazioni uniche nel loro genere.

Domanda d’obbligo. Con che criterio scegli l’orologio da indossare?

Per lo più abbino il colore del quadrante in base a come mi vesto la mattina creando una cornice. Mi piace anche farli girare durante l’anno. Mi è capitato spesso di riscoprire alcune vecchie referenze che grazie ad un semplice cambio di cinturino avevano un appeal completamente diverso. Ad esempio questo Yacht Master che non indossavo da un pezzo. L’ho riscoperto e dopo aver cambiato cinturino, ora sono in molti a farmi notare quanto sia attuale. Sono convinto che l’orologio sia uno di quegli oggetti che ti può dare qualcosa in più, un valore aggiunto, soprattutto in certi ambienti.

Parlaci dell’orologio che hai al polso.

E’ un Audemars Piguet Royal Oak con quadrante blu. Lo acquistai nel 1988. Amo il colore, e vestendomi spesso nei toni del blu e azzurro riesco ad abbinarlo facilmente. Lo trovo un segnatempo estremamente elegante ma al tempo stesso estremamente versatile. Lo indosso senza problema sia con una t-shirt sulla spiaggia di Formentera sia sotto il polsino di una camicia in un occasione più formale.

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