[:it]Inizia alla grande la partnership tra Perpetual Passion e RedBar Milano. Il 9 Luglio, nella raffinata cornice del Ristorante Terrazza Calabritto in quel di Milano, ci siamo riuniti tra amici e appassionati per salutarci prima delle desiderate vacanze, per  condividere la nostra passione con un ospite d’eccezione direttamente dalla Svizzera!

Per la prima volta sotto i nostri riflettori abbiamo avuto il piacere di accogliere Rémi Maillat, fondatore di Krayon, brand indipendente davvero sorprendente.

Ad accompagnarlo il suo capolavoro, l’ EVERYWHERE: il primo e, per ora, unico orologio prodotto dalla casa, in una versione con quadrante nero, cassa incisa a mano con lunetta e anse impreziosite di diamanti baguette.

Per chi non conoscesse questo preziosissimo segnatempo, ciò che lo contraddistingue è la complicazione che esso monta. L’Everywhere di Krayon infatti è il primo orologio animato dal calibro USS (Universal Sunset Sunrise), che permette di conoscere l’orario a cui il sole sorge e tramonta in ogni parte del mondo, a differenza dell’Equation du Temps, “programmata” per fornire queste indicazioni solo riguardo un luogo preciso. Inoltre l’orologio, attualmente in gara nel GPHG tra i migliori orologi complicati da uomo, è stato concepito per essere molto semplice da leggere e da utilizzare, mantenendo le dimensioni accettabili (42mm) e gradevoli anche per polsi piccoli. 

In occasione di questo meraviglioso evento abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Rémi mentre ci mostrava la sua ultima creazione e di farci rivelare qualcuno dei suoi segreti, anche se non è stato per nulla facile….

AC: Buonasera Rémie grazie per essere venuto questa sera. Cominciamo con la domanda più emblematica, da cui mi piace sempre partire: cos’è per te un orologio, qual è il suo ruolo?
RM: Per me un orologio, come prima cosa, deve trasmettere delle emozioni. Ricordo un orologiaio che un giorno mi raccontò di aver venduto moltissimi pezzi a pazienti malati di cancro e dopo aver visto le espressioni felici sui loro volti poteva davvero definirsi soddisfatto per aver donato a queste persone un po’ di gioia ed emozione nonostante la loro bruttissima malattia.

AC: Grazie, molto bello come approccio! parlando di voi invece, quanti pezzi producete all’anno?
RM: Produciamo un massimo di cinque pezzi l’anno, ma non conta il numero poiché ogni pezzo viene prodotto a seguito di un ordine, quindi dipende dai clienti.

AC: … E come è cominciato tutto?
RM: Io sono un ingegnere, a Le Locle ho studiato ingegneria per progettare orologi. Per completare il progetto del mio primo movimento ci impiegai 18 mesi al posto di 6, era un semplicissimo tre lancette (ore, minuti e secondi).

AC: Lo hai mai prodotto?
RM: Non ancora, magari un giorno…

AC: Come mai ti sei concentrato su questa complicazione? È nata per caso o era il tuo obiettivo??
RM: Ho cominciato concentrandomi sulla funzione giorno/notte, volevo migliorarla. Nel 2014 poi è nato Krayon, era impensabile dover sempre scegliere la città a cui associare l’orologio. Ho scelto di focalizzarmi su questa complicazione poiché era impossibile agli occhi di tutti; nel 2014 ho capito che invece era possibile ed ho cominciato a fare calcoli su cosa realmente influisse sul pre settaggio della città. Nel 2015 poi ho trovato un oggetto meccanico in grado di poter calcolare il modello matematico che avevo trovato, così ho deciso di metterlo in pratica.
AC: Spostiamo per un momento l’attenzione…Esiste un futuro per l’orologeria? Qual è secondo te?
RM: Certo, un futuro c’è, l’evoluzione è costante, e poi se potessi dirti quale sia il futuro…sarebbe già il presente!! Per me il futuro è la combinazione tra nuove tecnologie: oggi ad esempio si utilizza moltissimo il computer per i progetti, eppure le finiture sono tutte fatte in modo estremamente tradizionale.

AC: E se invece parliamo di indipendenti come te, che futuro vedi?
RM: Quest’anno sono stato a BaselWorld e non ad ArtBasel, eppure credo che alcuni pezzi unici siano molto più opere d’arte che orologi, quindi sì, vedo un brillante futuro in questo settore, proprio perché è arte.

AC: Raccontaci del tuo rapporto con RedBar , ci siamo conosciuti proprio ad un meeting di RedBar Svizzera!
RM: Tutto è nato per caso e in modo molto divertente…ci siamo conosciuti a New York, mentre andavo ad un appuntamento da Watchonista ho notato che gli uffici di RedBar erano proprio di fianco a quelli in cui ero, quindi, incuriosito, ho fatto ricerca e tornato in Svizzera ho visto che esisteva un capitolo anche da noi, così sono venuto agli eventi!!!

AC: Raccontaci un po’ di come si fanno le cose in casa Krayon.
RM: Io vivo a Neuchatel dove faccio ricerca e sviluppo. Faccio produrre ogni parte dell’orologio artigianalmente: ho un artigiano per le finiture dei movimenti e ben tre per le incisioni, in quanto ogni nostro orologio ha delle incisioni. Ogni singolo dettaglio, essendo il frutto di un ordine, viene deciso assieme al cliente, che ci comunica esattamente cosa vorrebbe avere e noi cominciamo a lavorare ad ogni sua richiesta. L’incisore ad esempio comincia da zero con un disegno pensato appositamente per la cassa e per l’orologio, in modo che ogni millimetro sia in completa armonia.

AC: Raccontaci un po’ com’è l’Everywhere e come mai lo hai chiamato così.
RM: È un orologio che vuole essere semplice, facile da leggere e molto facile da regolare. Ha il numero minimo di funzioni di calendario che permettono di avere il sunset/sunrise. Ho scelto questo nome poichè sulle Equation du Temps è riportato il nome della città a cui sono destinati mentre il mio funziona in ogni città, ergo ho scritto “everywhere”.

Il pulsante (1) posto a ore 8 consente di smistare le funzioni DATA, LATITUDINE , LONGITUDINE e UTC, che saranno regolate con l’ausilio della corona (2) a ore 3.

AC: E invece come mai hai chiamato il tuo brand Krayon?
RM: Crayon in francese è la matita e, per un ingegnere, quello è il primo strumento che si usa quando si intraprende un progetto, tutto comincia dalla matita. All’inizio infatti non producevamo nulla, eravamo soltanto uno studio di ingegneri.

AC: Parliamo del futuro: quale sarà la tua prossima creazione?
RM: Credo che reinterpreterò l’USS in un modo ancora diverso…

AC: Quali sono le tue complicazioni preferite, oltre al USS?
RM: Sicuramente quelle di Romain Gautier e tutto ciò che produce un suono, come le ripetizioni.

AC: Hai una fonte di ispirazione? Una persona, un brand…
RM: Sicuramente Philippe Dufour, con cui ho un bellissimo rapporto di amicizia. È stato il primo a fare qualcosa di veramente suo. Per il resto seguo tutta la scena ma non mi ispiro a nessuno, anche se sono un fan dei Patek d’epoca.

AC: Grazie davvero Rémi, speriamo di rivederci presto ad un nostro evento o in qualcuna delle tue avventure tra Basilea e Abu Dhabi!

 

Desidero ringraziare tutti i partecipanti, la Terrazza Calabritto per l’ospitalità e ItalianWatchSpotter per il supporto e per averci aiutato nell’ottima riuscita dell’evento!

Per ulteriori informazioni su Kryon www.krayon.ch

[:en]Summer is coming, and we chose a fresh location to welcome our special guest from Switzerland: Rémi Maillat, founder of the micro-brand Krayon!
For this occasion Rémi brought with him the Everywhere, the masterpiece of his atelier and the first watch to use the USS caliber, a movement invented by Krayon that can tell the time of sunset and sunrise all over the world!

The piece we saw during our GTG at Terrazza Calabritto was a very special one, in fact it features a black dial, a full baguette diamond bezel and the whole case is nicely engraved. We decided to interview Rémi and ask him what’s the essence of his special watch, competing in GPHG among the best men’s complicated watches!

AC: Good evening Rémi, thank you for taking part to our meeting! Let’s start with my favorite question: what’s a watch for you and which is his role in a man’s life?
RM: A watch for me should move people. I remember when a watchmaker told me that he sells many watches to people affected by cancer and what makes him truly happy is seeing their faces after trying the watch on the wrist…he feels really grateful about what he does. Sometimes feelings are all that matters.

AC: This is so amazing! Talking about you: how many pieces do you produce per year?
RM: We can make five pieces per year but we only start producing after a client orders one, because we work specifically on the client’s will.

AC: Great, and how has it all started?
RM: I’m an engineer, graduated in Le Locle where I learnt how to design a watch. It took me eighteen months to project my first timepiece, three times more than a normal student….it was a simple three hands movement.

AC: Have you ever thought about producing it? 
RM: Not yet…maybe one day…

AC: So, why did you focus on this complication? Was it your purpose to create the USS?
RM: I started working on the day/night function, I wanted to improve it. In 2014 i created Krayon, it was a shame that every watch able to tell the time of sunset and sunrise must be built for a specific city. I chose to focus on this complication as it was considered impossible to be made. In 2014 I understood that it was possible and started calculating what really interferes with the presetting of the watch. In 2015 i found a mechanical object able to deal with the mathematical models that I found and so I decided to use it!

AC: Wow! Let’s change the focus for a while: what’s the future for watchmaking in your opinion? Is there one?
RM: Yes, there is a future, evolution is perpetual and if I can tell what the future will be…it will no longer be future, just present! For me future is in the combination of modern technologies and traditional techniques…for example today we use computers for almost every part of the project, but all the finishing is done by hand as it was in the past, in an extremely traditional way.

AC: And what about independent watchmaking…is there a future?
RM: You know…this year I went to BaselWold but not to ArtBasel, but I think that some timepieces seen in Basel should stay in an art gallery as they are not just watches, so yes, I see a brilliant future for independents because people love art!

AC: I hope you’ll have some in the future!!! What do you think about RedBar? You know…we met at a RedBar event!
RM: It’s a cool story: I discovered them randomly in NY. I was at Watchinista’s headquarters for an interview and i saw RedBar’s office near us and did some research… when i saw that they were in Switzerland too I immediately sent them an email and joined them!

AC: And now you’re there! So, Rémi, tell us how do you work at Krayon!
RM: I live in Neuchâtel where I’m always doing research and development. Every part of my watches is produced by hands in Switzerland: for example we have an artisan for finishings and three artisans for engravings, as every watch produced has several engravings. Every single detail is decided by the client as we work on a specific order. The customer tells us what he wants and we work in order to give him exactly what he likes. The engraver, for example, starts designing the pattern from zero, in order to fit the watch perfectly, in harmony with every other part.

AC: Tell us something about the Everywhere and why you chose this name.
RM: It is a watch that wants to be simple, simple to be read, simple to be set (it just has one pusher and the crown). It has the minimum number of functions in order to calculate the USS. I chose this name because every Equation du Temps has the name of the city it was built for on the dial…my watch works in every city so “Everywhere”!

With the pusher (1) you can choose the different functions DATE, LATITUDE , LONGITUDE and UTC, and with the crown (2) you can set the different functions

AC: And why “Krayon”?
RM: Crayon is the french for pencil…for an engineer the pencil is the beginning of every project, it’s the most indispensable thing. When we established Krayon we were just an engineering studio, we didn’t produce anything!

AC: Let’s talk about the future: what will be your next watch? 
RM: I think I’ll reuse the USS but in a new way…

AC: What are your favorite complications, after the USS?
RM: Surely the ones from Romain Gautier and everything that makes a sound, such as repeaters.

AC: Where do you take inspiration from?
RM: Surely form Philippe Dufour. He is a dear friend of mine and he is the first who made something really personal that represents him. I always have an eye open on the whole horological world but I don’t take inspiration from anything in particular, even if I’m a big fan of vintage Pateks!

AC: Thank you so much Rémi, hope to see you again soon at our events or around the world!

 

I want to thank all the people that took part to the event, Terrazza Calabritto for the hospitality, ItalianWatchSpotter for all the support and for helping us providing a succesful event!

More info about Kryon www.krayon.ch

[:]