Roger Dubuis è un marchio che mi incuriosisce e mi affascina. È inutile nascondervelo, amo gli orologi tecnologicamente spinti, dal design accattivante, che mettono in bella mostra tutto il savoir faire tecnico delle maison che li producono. Roger Dubuis possiede senza ombra di dubbio queste caratteristiche e grazie alla possibilità di poter visitare la manifattura del marchio in quel di Meyrin, a Ginevra, ho avuto modo di poterlo apprezzare da molto, molto vicino.

Uno sguardo al brand

Roger Dubuis è il brand fondato nel 1995 dall’omonimo orologiaio e ad oggi rientra all’interno della galassia Richemont, dopo esserne stato acquistato nel 2005.

Il suo know how è focalizzato principalmente nell’ideazione, ingegnerizzazione e costruzione di movimenti, con tutto quello che ne comporta in termini di studi meccanici e dei materiali.

È uno dei pochissimi marchi a poter certificare con il Punzone di Ginevra molti dei suoi calibri e le filosofie di sviluppo prodotto su cui ha deciso di concentrarsi nell’ultimo periodo si possono dividere in due distinti filoni: 

  • Adrenaline Factor, di cui fanno parte tutte le versioni degli Excalibur nati dalle collaborazioni con Pirelli e Lamborghini. 
  • Expressive Singularity, a cui appartengono tutte le “serie uniche”, i nuovi Excalibur “Diabolus in Machina” e “Superbia” e i famosissimi Excalibur “Knights of the Round Table”.  

Negli ultimi anni Roger Dubuis ha concentrato molte delle sue energie sulle collaborazioni con Lamborghini e Pirelli, a discapito delle singolarità espressive. Queste partnership non sono una semplice trovata di marketing atta a sponsorizzare determinati modelli o a trovare nuovi clienti, ma sono fondate sulla condivisione di valori, di visioni, sullo sviluppo tecnologico congiunto e sulla possibilità di fornire ai propri clienti delle esperienze che siano più ricche ed appaganti.

Da questo modus operandi e da queste sinergie sono nate diverse innovazioni in primis dal punto di vista dei materiali e della loro lavorazione (pensiamo alla finitura del carbonio o al composito minerale usato nell’Excalibur Twofold), per poi arrivare a modelli one-off del tutto inediti e creati su specifica di clienti desiderosi di avere un vero orologio unico da abbinare alla propria auto, come per l’Excalibur One-Off con due tourbillon volanti inclinati e ore saltanti.

Roger Dubuis, però, possiede anche un’altra anima, cioè quella racchiusa nella “singolarità espressiva” precedentemente descritta che rappresenta una parte fondamentale del marchio. Questa viene interpretata sia sotto forma orologi in tiratura molto limitata (o pezzi unici addirittura) con calibri molto complessi e particolari lavorazioni di pietre preziose, sia come mentalità e filosofia aziendale che porta alla costante innovazione e superamento dei propri limiti.

A tale proposito, è recentemente nato all’interno dell’azienda il Qlab, ovvero un area in cui i ragazzi più giovani possono essere liberi di esprimere le proprie idee e gli artigiani possono non solo portare avanti i propri mestieri d’arte, ma anche crearne di nuovi. Proprio da questa iniziativa è nata la nuova lavorazione con cui si decorano i cavalieri dell’Excalibur “Knights of the round table” basata sulla tecnologia low-poly e, di conseguenza, un nuovo mestiere d’arte. 


La Manifattura

Come accennato in precedenza, la manifattura di Roger Dubuis produce principalmente movimenti e ci è stato mostrato l’intero processo di produzione che, a partire da una piastra di ottone o carbonio, porta ad ottenere un calibro finito e decorato in accordo agli standard imposti dal Punzone di Ginevra. Ma cosa permette a Roger Dubuis di contraddistinguersi rispetto ad altre manifatture di pari livello? Beh, le ragioni sono diverse, lasciate che ve le spieghi: 

  • Controllo Qualità integrato: ogni singola platina (generalmente scheletrata) alla fine del suo processo produttivo viene controllata da una macchina metrologica CNC senza l’ausilio di sistemi ottici, che non avrebbero la medesima precisione. Ogni foro, ad esempio, viene controllato fisicamente in 6 punti diversi calcolando così la deviazione delle quote rispetto al disegno. Se le deviazione misurata si avvicina al limite delle tolleranze imposte, viene  inviata una allerta alla macchina CNC che ha completato le lavorazioni così che si vadano a sostituire gli utensili o ad eseguire un re-set della macchina stessa.

 

Tutta questa logica rientra all’interno di un sistema di controllo in feedback chiamato Jarvis che permette di monitorare costantemente lo stato di salute delle diverse macchine utensili e di intervenire per tempo su di esse per ridurre il numero di componenti difettosi e da scartare. Il tasso di componenti scartati ottenuto è solamente del 3%. 

  • Know how sulla lavorazione del carbonio: lavorare questo materiale non è semplice e richiede configurazioni e calibrazioni specifiche delle macchine coinvolte nella sua lavorazione, le quali possono richiedere svariate ore. Roger Dubuis ha sviluppato, nel corso degli anni, un know how di livello che gli permette di realizzare platine e svariati componenti in questo materiale senza ricorrere al supporto di aziende esterne. Segnalo, poi, la grande collaborazione con l’istituzione del Punzone di Ginevra per poter certificare con questo sigillo anche i calibri in carbonio, dal momento che le finiture su questo materiale non sono visibili come sui metalli.
  • Finiture: tutte le finiture di ogni singolo perno, ruota dentata o ponte sono eseguite manualmente. Vedere persone che eseguono ancora a mano il cerclage su ogni ruota, il perlage su tutti i ponti e la lucidatura detta “black polishing” su ogni vite è incredibile e trasmette chiaramente cosa si nasconde dietro al relativo processo di realizzazione e, conseguentemente, al prezzo di un orologio appartenente all’Alta Orologeria.

Vedendo dal vivo ciò che sta dietro le immagini allegate a questo articolo, è possibile percepire l’enorme dispendio di tempo ed energie umane richiesti per ottenere il livello di dettaglio e perfezione presente nei calibri Roger Dubuis.


Gli Orologi

Abbiamo potuto toccare con mano 5 orologi provenienti dalle collaborazioni con Lamborghini e Pirelli.

Excalibur Spider Skeleton Automatic Pirelli “Hard”

Si tratta di un orologio scheletrato, automatico con micro rotore in tungsteno e cassa da 45 mm in titanio trattato DLC, nato dalla collaborazione con Pirelli. Il colore arancione dei dettagli richiama il medesimo delle gomme Hard utilizzate durante i GP di Formula 1, le stesse che sono poi state usate per fabbricare il cinturino dell’orologio. All’interno di esso, infatti, sono presenti vere parti della carcassa montata sulle monoposto, poi racchiuse tra due strati gomma atti a rendere l’orologio indossabile e compatibile con la pelle del polso. La finitura del cinturino è tale da richiamare il fenomeno di graining (vescicole) che è possibile vedere sugli pnaumatici al termine delle corse. L’orologio è certificato con il Punzone di Ginevra. 

Excalibur Spider Huracán Performante

Questo orologio rappresenta l’entry level delle collezioni nate dalle sinergie con Lamborghini. È dedicato alla Huracan Performante, tant’è che l’intelaiatura del movimento ricorda la struttura che supporta il motore 5.2 l V10 da 640 CV montato sull’auto. Il calibro è automatico e monta uno scappamento inclinato di 12°. Pur non presentando il Punzone di Ginevra, è rifinito seguendo i medesimi standard che è possibile trovare su orologi di fascia superiore. Il cinturino è in gomma e alcantara.

Excalibur Spider Aventador S

Il “Duotuor”, come viene soprannominato, monta un calibro manuale con secondi morti e due scappamenti inclinati a 45° collegati tra loro tramite un differenziale, il tutto certificato Punzone di Ginevra. L’orologio in questione è un notevole esercizio di tecnica, design e ricerca. La posizione e l’inclinazione degli scappamenti è tale da ottimizzare la marcia dell’orologio nella posizione in cui si trova più spesso, così da migliorarne la precisione. La versione da noi provata ha la cassa in carbonio con dettagli in oro rosa ed è una edizione limitata a 28 pezzi. Il cinturino è in alcantara e gomma. Il suono prodotto da questo orologio durante la marcia è ipnotico e sembra davvero di avere al polso un motore da competizione ad alto numero di cilindri. 

Excalibur Spider Sottozero

Ecco qua il primo Tourbillon che ci viene presentato. Questo Excalibur Spider Sottozero monta un calibro manuale a tourbillon volante con indicazione della riserva di carica e presenta una cassa in titanio. Nato dalla collaborazione con Pirelli, il cinturino ha lo stesso compund utilizzato per le gomme chiodate “Sottozero” che vengono montate in caso si debbano attraversare èarticolari percorsi nevosi. È una edizione limitata a 88 pezzi

Excalibur Spider Pirelli ICE ZERO 2

Questo orologio è una evoluzione della precedente versione il cui calibro viene spinto a un livello ancora superiore attraverso l’utilizzo di due tourbillon volanti collegati tra loro tramite un differenziale. È una edizione limitata a 8 pz. È interessante notare come i due scappamenti suonino in maniera completamente diversa tra l’Aventador S (più rumoroso) e questo Pirelli Ice Zero 2 (più silenzioso) per via dell’utilizzo dei tourbillon al posto di organi regolatori più tradizionali.

Vorrei ringraziare il CEO di Roger Dubuis, Nicola Andreatta, e tutto il Team di Roger Dubuis per averci concesso la preziosa occasione di visitare la loro manifattura.