Seiko ha recentemente presentato i nuovissimi SaveThe Ocean, linea nata per tutelare i mari, per sensibilizzare gli appassionati di orologi a questo tema cosi tanto delicato e per offrirci delle edizioni speciali. 

Seiko è uno dei brand più famosi per la storia dei suoi diver, probabilmente tra i più iconici sul mercato, specie se rapportiamo il peso che hanno in termini di storia e di design. La linea SPB negli ultimi anni ha rivoluzionato l’idea di diver vintage per la casa giapponese ed abbiamo la possibilità di indossare delle interpretazioni moderne delle casse (e degli orologi) più importanti per il mondo subacqueo di Seiko.

Le casse diver di Seiko son famigerate proprio per la loro comodità e robustezza, ma negli anni passati avevamo visto reinterpretazioni più abbondanti ed ora, invece, abbiamo una scelta che mira a quel tipo di appassionato che ama gli orologi più compatti.Ed i vari SPB143,185,151 e cosi via hanno dato via ad nuovo volto di Seiko, che sempre di più si sta affermando in questo segmento.  Ed a conferma di questa affermazione, abbiamo il lancio di diverse linee su queste reinterpretazioni moderne, come appunto la Save The Ocean.

1965, il BabyMas si colora di indaco

Parliamo per ordine cronologico parlando del SPB297, reinterpretazione del famigerato Seiko 62Mas, del 1965. Questo fu il primo diver di casa Seiko, il diver che cambiò radicalmente il mondo diver di questo brand, che a tratti ricorda i vari skin diver anni ’60 svizzeri, ma che racchiude delle forme, linee e dettagli che poi sono diventati l’alfabeto in casa Seiko per quanto riguarda il mondo diver.

40,5mm di diametro, nient’altro da dire se non che questi quadranti non rendono minimamente in fotografia. Ho deciso infatti di scattare utilizzando per lo più la luce naturale proprio per poter trasmettere la profondità che riescono ad offrire questi colori. La scelta dei colori, della texture, rende questo SPB297 immediatamente ipnotico, diverso, ma al contempo bilanciato ed versatile. Questo blu-indaco brillante è molto bello, acceso ma non pesante o invasivo, abbinato poi all’interno ghiera di questo blu scuro/nero in acciaio spazzolato, lo rende un diver utilizzabile in qualsiasi situazione.

1968, l’anno delle rivoluzioni portò la corona ad ore 4.

Andando al 1968, abbiamo la rivisitazione del famosissimo 6159-7000 di Seiko. Primo diver con corona ad ore 4, cassa monoblocco ed una linea che poi ha segnato per sempre le forme dei divers Seiko. Questo SPB299 offre quel design tanto amato dai collezionisti Seiko, ma che è in grado di rapire chiunque ne indossi uno. Le sensazioni di comodità, di ricercatezza in termini estetici e design dati da questa corona spostata ad ore 4 è unica nel suo genere.Penso che questa sia in assoluto la cassa più bella delle tre che oggi vedremo in questo articolo. Non che le altre non siano altrettanto belle, ma è normale avere delle preferenze, ed io adoro poterle trasmettere a voi che leggete.

Qui Seiko ha deciso di abbinare il quadrante azzurro ghiaccio a questo inserto ghiera blu scuro in ceramica che crea una brillantezza incredibilmente riuscita e perfetta nei colori. Ritengo che la scelta di utilizzare degli inserti ghiera più scuri, renda immediatamente questi orologi più versatili e utilizzabili nel quotidiano. Per me questo è un’aspetto da non sottovalutare e questi Save The Ocean possono davvero offrire quel tocco di “frizzante” senza però andare sul prodotto “estremo esteticamente”.

La texture è la medesima del 297, ma con un colore più acceso e chiaro che dona un effetto completamente diverso sotto la luce del sole. Le forme di questa cassa da 42mm la rendono immediatamente comoda e facile da indossare, tratto distintivo di tantissimi diver prodotti da Seiko.

1970, il Baby Willard diventa albino

Passiamo infine al 1970, la nascita di quello che poi sarebbe stato un cult per Seiko, ovvero l’Apocalypse Now. Ad oggi, con la riedizione abbiamo da 42,7mm, abbiamo una sorta di Baby Apocalypse poiché appunto, come già scritto in questo articolo, queste casse sono state ridisegnate in dimensioni più contenute e versatili. 

n questa versione Save The Ocean, la referenza SPB301, offre le medesime specifiche tecniche e costruttive degli altri due modelli, ma differenzia, anche lui, nel materiale scelto per l’inserto ghiera. Qui abbiamo un alluminio azzurro chiaro, con questo motivo circolare molto interessante che crea tanta tridimensionalità anche su questa componente che generalmente è più “piatta e semplice” nella finitura. Qui abbiamo un quadrante che in certe prospettive ricorda alcuni orologi ben famosi del marchio Grand Seiko. Questa scelta di realizzare un quadrante albino è suggestiva, rende immediatamente particolare e particolare un orologio che rientra molto più nelle corde delle casse Turtle di oggi.  Anche qui abbiamo un texture che ricorda i ghiacciai ed il freddo, abbinato però ad un bianco brillante che rende questo SPB301 il più particolare dei tre oggi visti.

Una volta al polso, essendo l’erede della cassa Apocalypse Now, ma ridisegnata, offre un’ergonomia fuori da ogni altro tipo di orologio sul mercato. Solo il Turtle si avvicina, ma avendo queste spallette proteggi corona come il suo antenato, in una dimensione più ristretta, ha la presenza sul polso di un orologio da 41mm tradizionale. 

L’aspetto che quindi unisce queste nuove riedizioni è la comodità, la versatilità e il legame che si viene a creare col passato del brand, senza però perdere di vista l’idea della linea Save The Ocean che punta al futuro, al far avvicinare tanti ad un tema cosi importante e delicato. 

Disponibili da Giugno 2022. 


There is no ads to display, Please add some