Rolex scrive un nuovo capitolo della storia degli orologi subacquei presentando il nuovo Oyster Perpetual Deepsea Challenge 126067, il primo orologio in Titanio commercializzato dal Marchio nonché vero e proprio “Re degli abissi” grazie all’impermeabilità record di 11’000 metri.

Il Deepsea Challenge è un adattamento dell’esemplare sperimentale progettato per James Cameron che, il 26 marzo 2012, è sceso a 10.908 metri di profondità.

Courtesy of Hodinkee.com

ALLA CONQUISTA DELL’ABISSO

Il legame tra Rolex e gli abissi ha inizio nel 1953 con il Deep Sea Special, un orologio Rolex sperimentale progettato per essere fissato all’esterno di un sottomarino per testarne la resistenza alla pressione delle grandi profondità. Questo orologio ha accompagnato l’avventura del fisico svizzero Auguste Piccard e del suo batiscafo Trieste, un sommergibile dotato di una pesante sfera di acciaio rinforzato, progettato per portare fino a tre passeggeri sul fondo degli oceani.

Con il Trieste, Auguste Piccard ha stabilito un record di immersione, insieme al figlio Jacques, scendendo fino a 3.150 metri di profondità al largo delle isole Pontine, nel mar Tirreno, il 30 settembre 1953. L’orologio Deep Sea Special ha perfettamente resistito a una pressione di circa 3 tonnellate.

Il 23 gennaio 1960, il Deep Sea Special accompagna il record di immersione stabilito dall’oceanografo Jacques Piccard e dal tenente della marina americana Don Walsh nella fossa delle Marianne. Fissato all’esterno del batiscafo Trieste, raggiunge la profondità di 10.916 metri. Una volta risalito in superficie con il suo batiscafo, Jacques Piccard scrive un telegramma a Rolex: “Felice di comunicare che il vostro orologio funziona bene a 11.000 metri di profondità quanto in superficie”.

Deep Sea Special n. 1, venduto da Christie’s per CHF 1,9 milioni

Occorre attendere il 26 marzo 2012 affinché un altro esploratore, il regista James Cameron, si misuri a sua volta, in solitaria, con la fossa delle Marianne, raggiungendo la profondità di 10.908 metri. Per l’immersione del 2012, Rolex mette a punto un nuovo orologio sperimentale che viene fissato al braccio articolato del sommergibile di James Cameron: il Rolex Deepsea Challenge.

Testato per affrontare una profondità di 15.000 metri e una pressione di 17 tonnellate sul vetro, l’orologio era stato messo a punto in poche settimane. Durante quell’immersione di sette ore, tre delle quali trascorse sul fondo degli abissi per effettuare le riprese e raccogliere campioni, l’orologio resiste perfettamente alla colossale pressione presente a quella profondità.


Il DEEPSEA CHALLENGE in Titanio RLX

Il nuovo Rolex Deepsea Challenge, s’impone come una sintesi della lunga esperienza e del know‑how di Rolex nell’ambito degli orologi subacquei. Realizzato in titanio RLX e dotato della valvola per la fuoriuscita dell’elio e del sistema Ringlock. Scopriamolo nel dettaglio.

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Le novità fondamentali di questo orologio sono due: il primo orologio in titanio commercializzato al Marchio e l’impermeabilità da record capace di resistere a 11’000 metri (ma anche di più, e vedremo il perché).

Il nuovo Rolex Deepsea Challenge è realizzato in titanio RLX e ha una cassa pari a 50mm di diametro e 23mm di spessore. Il Titanio RLX è una lega di titanio grado 5 selezionata da Rolex e si distingue per la sua leggerezza e la sua resistenza alle corrosioni e alle deformazioni. La scelta del Titanio RLX ha consentito di alleggerire questo orologio del 30%, rispetto al prototipo utilizzato da James Cameron.

Molti appassionati avranno notato la presenza del bisello lungo le anse, caratteristica degli orologi professionali di casa Rolex prima dell’arrivo dell’era delle referenze a sei cifre. E’ un dettaglio che spicca sul titanio, in particolare per via della satinatura particolarmente marcata, utilizzata lungo la carrure.

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Una doverosa precisazione, non è la prima volta che Rolex utilizza il titanio RLX sui suoi orologi. Il primo esemplare in titanio RLX era stato avvistato sul prototipo di Rolex Yacht-Master42 fornito in dotazione a Sir Ben Ainslie. Il nuovo Rolex Deepsea Challenge è tuttavia il primo esemplare ad esser stato commercializzato.

Ma come è arrivata Rolex a raggiungere questo record di impermeabilità, superando di fatto il suo orologio di punta – il Rolex Deepsea – e l’ Omega Ultra Deep ( impermeabile fino a 6’000 metri)?

IL SISTEMA RINGLOCK

Partiamo da un elemento fondamentale: il sistema Ringlock. Si tratta di una soluzione brevettata dal marchio, presente negli orologi subacquei Rolex progettati per le profondità estreme, che prevede una struttura della cassa rafforzata che abbina un vetro zaffiro spesso e leggermente bombato, insieme a un anello di compressione in acciaio, arricchito con azoto e un fondello in titanio RLX. Questo consente di ridurre lo stress dovuto alla pressione sull’intera cassa, per convogliarlo sul vetro e sull’anello in acciaio.

Grazie alla partnership con COMEX (Compagnie Maritime d’Expertises), Rolex ha progettato una cisterna ad altissima pressione che consente di poter controllare l’impermeabilità del Deepsea Challenge e testare ogni singolo esemplare con un margine di sicurezza del 25%, con una pressione equivalente di 13.750 metri sotto la superficie del mare.

Come per i suoi predecessori, anche il Rolex Deepsea Challenge ha una valvola per la fuoriuscita dell’elio, per far fronte alle nuove sollecitazioni cui sono sottoposti gli orologi nelle immersioni in saturazione. Questo sistema è stato brevettato da Rolex nel 1967 e si attiva automaticamente quando la pressione interna è troppo elevata.

Come ogni diver che si rispetti, il quadrante nero con finitura opaca è dotato di una grande visibilità e si differenzia rispetto ai suoi predecessori per l’assenza del datario, rendendolo più leggibile e togliendo una ‘features’ pressoché non necessaria per coloro che utilizzeranno questo orologio a livello professionale.

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Gli indici, le lancette e il castone a ore 12 presente sulla ghiera sono ricoperti di materiale luminescente Cromalight, una sostanza luminescente presentata da Rolex nel 2008 che si distingue per le sue prestazione e il caratteristico colore blu.

All’interno del nuovo Deepsea Challenge 126067 troviamo il calibro 3230, movimento interamente sviluppato da Rolex e svelato nel 2020. Si tratta dell’ultima generazione di movimenti presentati da Rolex, dotati di scappamento Chronergy che, grazie alle soluzioni sviluppate dal Marchio, consente: una precisione pari a -2/+2 secondi al giorno (con movimento incassato); protezione dai campi magnetici sull’organo regolatore; riserva di carica pari a circa 70 ore.

Il bracciale oyster è anch’esso realizzato in Titanio RLX con finitura satinata e inserti in ceramica circolari, nei punti di collegamento tra le varie maglie. Questa soluzione, già adottata sui bracciali in oro, consente di prevenire l’usura del materiale. Inoltre è dotato della comodo sistema di regolazione Glidelock.

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Il fondello a vite in titanio RLX reca la dicitura “Mariana Trench” e le date “23-01-1960” e “26-03-2012“. Un omaggio alle due storiche immersioni nella fossa delle Marianne: quella nel 1960 dell’oceanografo Jacques Piccard e del luogotenente della marina americana Don Walsh a bordo del Trieste, e quella di James Cameron, che nel 2012 si era immerso in solitaria a bordo del DEEPSEA CHALLENGER.

Il peso del Rolex Deepsea Challenge è pari a 251 grammi. Il prezzo di listino è pari a 26’100 Euro.


IL NOSTRO FEEDBACK

Dall’uscita del nuovo Rolex Oyster Perpetual Deepsea Challenge, ho letto pareri contrastanti su questo orologio da parte di molti appassionati. Come ogni nuova uscita da parte di Rolex, le aspettative sono sempre altissime.

Premetto, non abbiamo ancora avuto modo di poterlo provare e osservarlo da vicino. Tuttavia, posso esprime un commento personale con l’intento di valutare oggettivamente il nuovo arrivato di casa Rolex. Molti si sono concentrati sulle dimensioni di questo orologio, 50mm (circa 61 lug to lug) di circonferenza e 23mm di spessore, tralasciando un aspetto fondamentale: questo orologio è estremamente professionale, direi la Formula 1 degli orologi per immersione, e andrebbe confrontato con gli orologi di queste caratteristiche di altri marchi.

Ad esempio l’Omega Ultra Deep in Titanio assegnato a Victor Vescovo, detentore del precedente record – con 10’925 metri di profondità – con diametro di 55mm e spessore 28mm e sprovvisto di bracciale (anse fisse).

Rolex avrebbe potuto presentare un prototipo con queste caratteristiche, ma la forza di questo orologio – e del know-how di Rolex – è proprio quella di essere altamente tecnico, ma allo stesso tempo essere disponibile “per tutti”. Questo aspetto non è assolutamente scontato. In estrema sintesi, Rolex – con il Deepsea Challenge – si è riappropriata concretamente del gradino più alto in fatto di impermeabilità.

Sarà interessante inoltre capire l’utilizzo futuro del titanio RLX da parte del Marchio. Sarà declinato anche per altri modelli? Dovremo aspettarci uno Yacht-Master 42 con cinturino in tessuto come quello testato dal campione nautico Sir Ben Ainslie? Non ci resta che aspettare il prossimo Watches & Wonders 2023. Intanto, diamo il benvenuto al nuovo Rolex Deepsea Challenge.