A pochi mesi dalla sua ufficiale ribattezzazione in onore di Andy Warhol, il celebre modello anni ’70 di Piaget torna sotto i riflettori in occasione di Watches and Wonders 2025 con nuove versioni ricche di colore, sperimentazione materica e un chiaro legame con l’universo estetico dell’artista americano.

Da Beta 21 a icona pop: il ritorno di un classico anni ’70
Nato nel 1972 con il riferimento 15102 e dotato del movimento al quarzo Beta 21, l’orologio che oggi conosciamo come Piaget Andy Warhol è passato alla storia non solo per le sue proporzioni generose e il design scultoreo, ma anche per essere stato uno dei segnatempo preferiti dall’artista statunitense. Nel 2014 fu rilanciato come Black Tie, e solo recentemente, grazie a una collaborazione ufficiale con la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, ha assunto il nome attuale.
Il legame tra Warhol e Yves Piaget non fu soltanto strategico o estetico: i due condivisero amicizie e frequentazioni in luoghi simbolo della scena artistica e mondana tra Parigi, New York e Washington. Oggi, la maison riprende quel dialogo con una serie di orologi che, oltre alla storicità del design, portano avanti una ricerca sul colore e sui materiali, in linea con lo spirito provocatorio e pop del fondatore della Factory.
Pietre preziose e palette couture: la versione in opale
Tra le novità più appariscenti, spicca la variante in opale blu e zaffiri, presentata come seconda versione di Alta Gioielleria legata al modello Andy Warhol. Il quadrante, realizzato in opale naturale, richiama i giochi di luce e colore cari alla maison, oltre ad essere una vera sfida tecnica per le sue dimensioni (45 mm di diametro) e per la difficoltà di reperire pietre sufficientemente pure e grandi.

La cassa, caratterizzata dai classici gadroon curvilinei in oro, è circondata da tre file di zaffiri blu taglio baguette, mentre le lancette dauphine completano l’estetica retrò del segnatempo. Le combinazioni cromatiche, che spaziano dal verde smeraldo alle venature marroni e blu, ricordano le prime creazioni della linea Metaphoria, in cui Piaget aveva già introdotto quadranti in legno pietrificato e incastonature complesse.

L’occhio di tigre e la nuova serie in pietra ornamentale
L’uso di pietre dure nei quadranti non è nuovo per Piaget, che da decenni sperimenta con materiali come lapislazzuli, diaspro, giada o onice. La novità di quest’anno è rappresentata da un quadrante in occhio di tigre, scelto per la sua texture setosa e le striature dorate che attraversano le sfumature ambrate. Una pietra popolare già negli anni Sessanta e oggi riscoperta con una sensibilità moderna.

Il quadrante si inserisce in una gamma che comprende altre versioni con meteorite blu Clou de Paris, verde scuro e bianco screziato, abbinati rispettivamente a casse in oro bianco o oro rosa. Tutti i modelli sono alimentati dal calibro automatico di manifattura 501P1.


Personalizzazione come segno distintivo
Un altro aspetto significativo della collezione è l’ampia possibilità di personalizzazione: il nuovo Andy Warhol è disponibile con dieci tipi di quadrante in pietre ornamentali, cinque cinturini in pelle di colori differenti, due stili di lancette (a bastone o dauphine) e due versioni di cassa (oro rosa o bianco). Un’offerta pensata per collezionisti e appassionati che desiderano trasformare l’orologio in un oggetto espressivo e identitario, più vicino all’universo dell’arte che a quello della semplice orologeria.
Un esercizio di stile più che un rilancio nostalgico
Il nuovo Piaget Andy Warhol non è solo un tributo a un’icona culturale, ma anche un modo per esplorare i confini tra design vintage, gioielleria d’autore e personalizzazione contemporanea. Lungi dall’essere un semplice rebranding nostalgico, il progetto si configura come un laboratorio creativo in cui il colore, la materia e la storia si fondono in modo sofisticato e consapevole.