Nel prossimo novembre, a Ginevra, un orologio tornerà a raccontare una delle storie più affascinanti della prima metà del Novecento. Si tratta del Rolex Oyster appartenuto a Mercedes Gleitze, la nuotatrice britannica che nel 1927 sfidò il Canale della Manica, e con lei i limiti tecnici del suo tempo. Dopo venticinque anni di assenza dal mercato, il segnatempo sarà battuto all’asta da Sotheby’s, in occasione della vendita “Important Watches Live”.

Una donna controcorrente
Quando Mercedes Gleitze attraversò la Manica il 7 ottobre 1927, divenne la prima donna inglese a riuscirci. Quindici ore e un quarto in acqua gelida, senza mute protettive, con il solo sostegno di un tè caldo e di una determinazione ferrea. Ma la sua impresa venne presto messa in discussione: un’altra nuotatrice affermò di aver completato l’impresa prima di lei. Per difendere la propria reputazione, Gleitze decise di ripetere l’impresa pochi giorni dopo, in quella che la stampa dell’epoca battezzò “Vindication Swim”.

Fu in quell’occasione che Hans Wilsdorf, fondatore di Rolex, le offrì un orologio “Oyster”, il primo modello dichiaratamente impermeabile al mondo, chiedendole di indossarlo durante la traversata. L’orologio resistette perfettamente a oltre dieci ore di immersione in acqua salata. Anche se Gleitze dovette interrompere il nuoto per ipotermia, il segnatempo uscì dall’impresa integro e funzionante. Da quel momento il nome “Oyster” divenne sinonimo di robustezza e precisione, e l’impresa di Gleitze si trasformò in una delle prime — e più geniali — campagne pubblicitarie della storia dell’orologeria.

Un oggetto che racconta un’epoca
L’orologio oggi all’asta è un Rolex Oyster in oro 9 carati, con cassa ottagonale, lunetta zigrinata e sottili anse a filo. Sul quadrante dorato-rosato si leggono numeri arabi neri e un piccolo contatore dei secondi, mentre il fondello reca un’incisione che sembra una dedica e una medaglia insieme:
“Miss M. Gleitze. The Companion ‘Oyster’. Vindication Channel Swim. October 21st. 1927.”

Un’iscrizione che lo lega indissolubilmente a una donna e a un momento di svolta per l’orologeria moderna. Si tratta di un esemplare prodotto nel 1926, verosimilmente uno dei primissimi Oyster “Precision”, e forse il più emblematico fra quelli sopravvissuti.

Il significato di un’asta
Non è solo il valore economico — già stimato in oltre un milione di franchi svizzeri — a rendere questa vendita eccezionale. È la portata simbolica dell’oggetto, che rappresenta l’incontro fra il coraggio umano e l’ingegno meccanico. Il Rolex di Mercedes Gleitze è un frammento di storia industriale e culturale: testimonia il momento in cui un orologio da polso smise di essere un accessorio fragile per diventare uno strumento di resistenza e affidabilità.

Inoltre, questo segnatempo racchiude una delle prime narrazioni di empowerment femminile legate alla tecnologia. Gleitze non era una figura costruita a tavolino per la pubblicità; era una sportiva autentica, che usò il proprio corpo come banco di prova per un’invenzione rivoluzionaria. E Wilsdorf seppe riconoscere in lei un’alleata ideale per dimostrare, con i fatti, ciò che nessun annuncio avrebbe potuto comunicare meglio: che il suo orologio poteva sfidare gli elementi.

Un’eredità che resiste al tempo
A quasi un secolo di distanza, il Rolex Oyster della “Vindication Swim” non è solo un cimelio da collezione. È una testimonianza tangibile di come la ricerca tecnica e la passione umana possano fondersi in una storia di progresso. Ogni graffio, ogni segno del tempo sulla cassa racconta di un’epoca in cui il futuro si misurava a colpi di bracciate nel mare del Nord.
Il prossimo 9 novembre, questo Oyster carico di storia tornerà a essere ammirato dal pubblico, quando sarà battuto all’asta da Sotheby’s a Ginevra. Tutte le informazioni sono disponibili a questo link.