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Un’eredità in movimento: Gregory Kissling racconta il futuro di Breguet

Gregory Kissling, CEO di Breguet dall’ottobre 2024, è una delle figure chiave dell’orologeria svizzera contemporanea. Ingegnere in microtecnologia, originario di Neuchâtel e con una formazione manageriale nel luxury management, Kissling vanta oltre vent’anni di esperienza nel Swatch Group, maturata soprattutto in Omega, dove ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo di movimenti e segnatempo iconici come il calibro 321, il Seamaster “No Time To Die”, lo Speedmaster Snoopy e il Chrono Chime.

La sua nomina alla guida della Maison Breguet, fondata nel 1775 da Abraham-Louis Breguet, inaugura una nuova fase per uno dei marchi più influenti nella storia dell’alta orologeria: un percorso che coniuga il rispetto di un’eredità tecnica e culturale unica con una visione orientata all’innovazione e alla contemporaneità.

Il quadrante in smalto Grand Feu con “firma segreta” del nuovo Breguet Classique Souscription 2025

In questa intervista col fondatore di Perpetual Passion – Matteo Bega – Gregory Kissling racconta la sua visione per Breguet, il ruolo della manifattura, l’approccio al prodotto e le strategie di sviluppo del brand in occasione del 250° anniversario della Maison.


MATTEO BEGA

Vorrei iniziare questa intervista con una domanda che mi incuriosisce particolarmente. Hai trascorso molti anni in Omega prima di arrivare in Breguet: quale visione aggiuntiva senti di aver portato con te dopo una lunga esperienza in un’altra grande manifattura?

GREGORY KISSLING

Senza dubbio tutto parte dal prodotto. Ho iniziato la mia carriera sviluppando movimenti, ed è qualcosa di fondamentale quando si vogliono creare nuovi prodotti: partire dall’interno dell’orologio. Tutto comincia dal motore: dal movimento.

Il movimento del nuovo Type XX 2075

Dopo 25 anni nell’industria orologiera, sviluppare nuovi prodotti significa rimettere tutto in discussione ogni anno, ricominciare da zero, fare meglio, lasciarsi ispirare da tecnologie diverse — a volte anche esterne all’orologeria — dalla natura, dal dialogo con collezionisti, clienti e mercati, e allo stesso tempo scavare nella storia dei diversi marchi.

MATTEO BEGA

Quindi il tuo approccio parte sempre dall’interno dell’orologio, dal movimento, mantenendo però innovazione e rispetto per la storia. Come si è tradotta questa visione nelle prime scelte che hai fatto entrando in Breguet?

GREGORY KISSLING

È esattamente ciò che ho trovato in Breguet: la ricerca costante di un equilibrio tra tradizione e modernità. Bisogna ispirarsi al passato senza copiarlo, reinterpretarlo introducendo elementi contemporanei. È quello che abbiamo fatto con la collezione anniversario. Volevamo raccontare i diversi capitoli della storia della Maison introducendo al contempo nuovi elementi.

Per esempio, abbiamo deciso di reintrodurre l’oro in Breguet — non per la prima volta nella storia, ma per la prima volta in questa interpretazione contemporanea. Ci siamo ispirati al modo in cui Abraham-Louis Breguet utilizzava l’oro e ci siamo chiesti cosa significasse “oro” all’epoca. Allora non esistevano standard come oggi. Oggi parliamo di 2N, 3N, 4N, 6N e così via. Abbiamo scoperto che l’oro utilizzato da Breguet per i suoi orologi non era né completamente giallo né rosato, ma una tonalità intermedia molto sottile. Questo è stato un primo punto di partenza.

Non volevamo però limitarci a copiare la storia. Abbiamo introdotto un tocco di modernità e tecnologia con una nuova lega che chiamiamo Breguet gold. Il primo passo è stato definire il colore, poi stabilire un preciso capitolato tecnico. Il nostro oro doveva poter essere stampato, lavorato, guilloché. Era essenziale che fosse producibile industrialmente offrendo al tempo stesso migliori proprietà meccaniche. Il Breguet gold è più resistente persino dell’acciaio inossidabile in termini di decolorazione: non cambia nel tempo. Questo è dovuto alla sua composizione: oro a 18 carati (75%), combinato con argento, rame e palladio. Il palladio è l’elemento chiave, sia per il colore sia per il risultato finale.

Il nuovo Breguet Classique 7225

MATTEO BEGA

Come trovate l’equilibrio tra il rispetto dell’eredità storica e il dialogo con i collezionisti tradizionali e quelli nuovi?

GREGORY KISSLING

In termini di design, Breguet è l’unico marchio che ha conservato un’identità così forte e riconoscibile. Se si prende un Breguet del XVIII secolo e uno di oggi, si riconosce immediatamente la collezione. È una forza enorme: avere un DNA così marcato. Guardando altri grandi marchi, spesso non si percepisce un legame così diretto tra i prodotti storici e quelli attuali, perché molte collezioni contemporanee si basano su design degli anni ’50, ’60 o ’70.

Credits: Sotheby’s

In Breguet abbiamo una codificazione molto forte del design, ma allo stesso tempo siamo capaci di farla “evolvere” leggermente. Il nuovo Classique 7235 ne è un perfetto esempio. Di lato si riconoscono le anse dritte tipiche di Breguet, ma viste dall’alto sono state ridisegnate per offrire una migliore ergonomia e un’estetica più equilibrata. Le anse dritte fanno parte della storia di Breguet: nascono dal fatto che originariamente il cinturino veniva fissato a orologi da tasca. Questo tipo di anse è apparso negli anni ’40 con modelli iconici come l’Empire Breguet da 36 mm.

Le nuove anse Breguet sul Classique 7235 

Oltre i 38 mm, però, con anse dritte diventa difficile indossare l’orologio in modo confortevole. Questo è un feedback arrivato dal mercato, dai clienti e dall’ergonomia. C’è anche un ritorno al design vintage: orologi più piccoli e sottili. I polsi non sono cambiati, ma se si esagera con le dimensioni, l’orologio diventa difficile da portare.

MATTEO BEGA

Siete dei veri maestri nell’arte del guillochage. Se ricordo bene, avete il più grande atelier di guillochage all’interno di una manifattura. Sono rimasto letteralmente sopraffatto durante la visita.

GREGORY KISSLING

In realtà ne abbiamo due. Uno è il grande atelier che hai visto, mentre l’altro si trova dall’altra parte dell’edificio ed è dedicato ai quadranti più complessi. Continuiamo ad acquistare e restaurare macchine antiche e siamo anche in grado di costruirle noi stessi. Possiamo tradurre un disegno in una camma per creare nuovi motivi. È così che è nato il nuovo motivo Quai de l’Horloge, ispirato alla sede dell’atelier Breguet nel 1775.

Quadrante del nuovo Breguet Classique 7235 con motivo centrale “Quai de l’Horloge” guilloché

MATTEO BEGA

Pensi che la valorizzazione del savoir-faire della manifattura farà parte della vostra strategia?

GREGORY KISSLING

Assolutamente sì. È un punto fondamentale. Vogliamo “esportare” la manifattura. Quando si visita Breguet, si può entrare negli atelier e parlare con gli artigiani. Questo fa una grande differenza e permette di comprendere cosa si cela dietro un nuovo orologio. Comunichiamo il nostro savoir-faire attraverso i social media e una comunicazione più avanzata “dietro le quinte”.

Vogliamo anche far viaggiare gli artigiani in tutto il mondo. Chiamiamo questo progetto, La Table des Artisans, introdotto nelle nostre boutique ed è un nuovo modo di comunicare il nostro savoir-faire, non solo la tecnologia e l’innovazione, ma anche l’artigianalità.

MATTEO BEGA

È una vera sfida restare all’avanguardia nei materiali e nelle tecnologie senza perdere la tradizione.

GREGORY KISSLING

Proprio per questo abbiamo creato il poincon–Breguet. Senza Breguet, il guillochage probabilmente sarebbe scomparso. Vogliamo preservare i métiers d’art: l’incisione, il guillochage, lo smalto, l’incisione a mano. Anche su modelli moderni come il Type 20 abbiamo introdotto incisioni realizzate a mano. Ogni pezzo è unico.

Il Punzone Breguet esprime un approccio fondato sulla valutazione rigorosa dei valori che definiscono l’autenticità e l’eccellenza degli orologi Breguet. Tali valori si articolano in tre pilastri fondamentali: qualità dei componenti, prestazioni ed etica.

MATTEO BEGA

A proposito dei nuovi modelli celebrativi, quale rappresenta meglio il legame tra le origini di Breguet e la nuova era?

GREGORY KISSLING

Probabilmente il 7255. Per me rappresenta il ponte perfetto tra l’invenzione più celebre di Breguet, il tourbillon, e una delle tecnologie più rivoluzionarie dell’orologeria moderna: il perno magnetico. Invece di combattere il magnetismo, lo utilizziamo come un vantaggio. È un vero cambiamento di paradigma.

Breguet Classique Tourbillon Sidéral 7255 

Lo spirito, però, resta lo stesso: la ricerca della precisione. Grazie al perno magnetico, le differenze di marcia in base alla posizione sono quasi inesistenti, e questo ci consente di garantire una precisione media giornaliera di ±1 secondo.

MATTEO BEGA

Come può Breguet sedurre le nuove generazioni senza perdere la propria identità?

GREGORY KISSLING

È una grande sfida. Per questo abbiamo messo in atto esposizioni temporanee e nuove forme di comunicazione. Invito tutti a visitare le boutique di Place Vendôme a Parigi e di Ginevra per la mostra Tiroir du Temps, che racconta la storia delle grandi invenzioni di Breguet, ieri e oggi. La nuova generazione cerca autenticità e durabilità. Il fatto che un oggetto possa durare 20, 50 anni — o anche di più — è fondamentale.

lI 2025 è stato scandito da esposizioni battezzate «Les Tiroirs du Temps», che hanno messo in luce le innovazioni più significative della Maison, dalle creazioni più iconiche alle più recenti.

MATTEO BEGA

State pensando a un progetto ufficiale di pre-owned?

GREGORY KISSLING

Al momento non è previsto, ma è un tema sul tavolo. Nel frattempo, le vendite all’asta — come quella di Sotheby’s della prossima settimana — contribuiscono molto alla notorietà e alla visibilità del marchio.

MATTEO BEGA

Ultima domanda: quale eredità vorrebbe lasciare in Breguet?

GREGORY KISSLING

Una risposta semplice: un’eredità in movimento. Breguet non è un marchio vecchio, è un marchio storico in costante evoluzione. Dobbiamo mantenere questo slancio, trovando il giusto equilibrio tra tradizione e modernità.

Il Ceo di Breguet, Gregory Kissling, col premio “Aiguille d’Or” dell’edizione 2025 del GPHG per il Classique Souscription 2025 

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