Cartier amplia la collezione Cartier Privé 2026 con tre nuovi orologi in platino: Tank Normale, Tortue Chronographe Monopoussoir e Crash Squelette. La decima serie della linea Privé riunisce tre modelli storici della Maison, tutti reinterpretati con casse in platino 950, dettagli bordeaux e corona con rubino cabochon, elemento tradizionalmente associato alle creazioni Cartier in platino.

La collezione Cartier Privé nasce per riportare al centro alcune delle forme più importanti dell’archivio Cartier, aggiornandole con movimenti meccanici contemporanei, materiali preziosi e finiture di alto livello. Per il 2026, la Maison sceglie tre orologi molto diversi tra loro: il Tank Normale, espressione più pura del design Cartier; il Tortue Chronographe Monopoussoir, cronografo monopulsante di ispirazione storica; e il Crash Squelette, una delle interpretazioni più radicali dell’orologeria di forma.
Il filo conduttore è chiaro: platino, bordeaux e attenzione al dettaglio. La scelta del platino non è casuale. Cartier lo utilizza spesso per le sue creazioni più esclusive e, nel linguaggio della Maison, è riconoscibile anche grazie alla corona con rubino cabochon, al posto del più comune cabochon blu.

Accanto al platino, Cartier introduce il bordeaux come elemento cromatico comune. Lo ritroviamo nei cinturini in alligatore, nelle minuterie o negli accenti del quadrante. È una tonalità coerente con l’identità della Maison, storicamente legata al rosso Cartier, ma più sobria e contemporanea.
Cartier Privé Tank Normale 2026
Il Tank Normale è il modello più essenziale del trio, ma anche quello con il peso storico più importante. Il Tank originale fu concepita nel 1917 e consegnata per la prima volta nel 1919. La sua forma rettangolare, ispirata alla vista dall’alto dei carri armati Renault FT-17, ha definito uno dei codici estetici più riconoscibili dell’orologeria moderna.

Il nuovo Cartier Privé Tank Normale 2026 riprende una configurazione ispirata a un modello del 1934. La cassa in platino misura 32,6 × 25,7 mm ed è abbinata a un bracciale in platino a sette file con finitura spazzolata e chiusura déployante. È una scelta che rafforza il carattere architettonico dell’orologio, mantenendo un’impostazione molto fedele alla tradizione Tank.

Il quadrante argenté opalino presenta indici bordeaux e lancette a gladio in acciaio azzurrato. La corona perlata in platino è impreziosita dal rubino cabochon, dettaglio che identifica il metallo della cassa. Il movimento è il calibro 070 a carica manuale, con 38 ore di riserva di marcia.

Il Tank Normale 2026 è il modello più vicino all’idea classica di Cartier: proporzioni controllate, quadrante leggibile, assenza di complicazioni visibili e massima attenzione alla costruzione della forma. Il prezzo indicato è di 58.000 euro.
Cartier Privé Tortue Chronographe Monopoussoir 2026
Il Tortue Chronographe Monopoussoir è il modello più tecnico della selezione 2026. La cassa Tortue nasce nel 1912 ed è una delle prime grandi forme create da Louis Cartier. Il nome, che in francese significa “tartaruga”, richiama il profilo curvo della cassa.

La versione cronografica monopulsante compare già alla fine degli anni Venti, con movimenti forniti dalla European Watch & Clock Co., realtà legata a Cartier ed Edmond Jaeger. La particolarità del modello è il comando del cronografo tramite un solo pulsante integrato nella corona: avvio, arresto e azzeramento sono gestiti da un unico comando.

La nuova edizione 2026 riprende uno dei quadranti più apprezzati della Collection Privée Cartier Paris, la linea prodotta tra il 1998 e il 2008. Il riferimento è in particolare alla Tortue Monopoussoir con grande numerale romano XII e indici perlati, oggi molto ricercata dai collezionisti.
La cassa in platino 950 misura 43,7 × 34,8 mm, con uno spessore di 10,2 mm. Il quadrante argenté opalino presenta indici applicati perlati rodiati, grande XII romano, minuteria chemin de fer bordeaux e motivi triangolari ai quattro angoli. Le lancette azzurrate gestiscono sia l’indicazione dell’ora sia le funzioni cronografiche.

Il movimento è il calibro 1928 MC, cronografo monopulsante a carica manuale sviluppato con Le Cercle des Horlogers. Con uno spessore di 4,3 mm, è il cronografo più sottile mai realizzato da Cartier. Utilizza ruota a colonne e innesto orizzontale, lavora a 28.800 alternanze/ora e offre 44 ore di riserva di marcia. Il fondello in zaffiro permette di osservare i ponti curvi decorati a Côtes de Genève.
Il cinturino è in alligatore bordeaux semi-opaco, con fibbia ad ardiglione in platino. Il prezzo della Cartier Privé Tortue Chronographe Monopoussoir 2026 è indicato a 56.100 euro.
Cartier Privé Crash Squelette 2026
Il Crash Squelette è il modello più distintivo e più raro della serie. Il Cartier Crash nacque a Londra nel 1967 sotto la direzione di Jean-Jacques Cartier, con il contributo del designer Rupert Emmerson. Per anni il modello è stato associato a leggende legate a un orologio deformato in un incidente o all’influenza degli orologi molli di Salvador Dalí. La ricostruzione storica più accreditata, riportata da Francesca Cartier Brickell, indica invece una nascita legata alla volontà di deformare la cassa Maxi Oval, o Baignoire Allongée, in linea con lo spirito anticonformista della Swinging London.

I primi esemplari della Crash furono prodotti in numeri estremamente ridotti. La cassa asimmetrica, i numeri romani distorti e la forte identità visiva hanno reso il modello uno dei Cartier più ricercati in assoluto.
Nel 2026 Cartier presenta una nuova Crash Squelette in platino 950, limitata a 150 esemplari numerati. La cassa misura 45,34 mm in lunghezza, 25,18 mm in larghezza e 12,97 mm in altezza. Rispetto alla precedente Crash Skeleton del 2015, questa nuova versione è leggermente più stretta e si avvicina maggiormente alle proporzioni delle Crash londinesi originali.

Il nuovo calibro 1967 MC è un movimento di forma a carica manuale, composto da 142 componenti e sviluppato per adattarsi alla geometria irregolare della cassa. La scheletratura non è solo decorativa: i ponti formano i numeri romani e diventano parte integrante dell’architettura del movimento. Sul lato sinistro del quadrante, i ponti-numeri seguono la curvatura della cassa, mentre nella zona più stretta tra le 2 e le 4 compaiono ponti contorti con finitura martellata a mano su entrambi i lati.

Le lancette in acciaio azzurrato mantengono un riferimento diretto al linguaggio Cartier. La corona perlata con rubino cabochon è inclinata verso il basso, accentuando il profilo deformato della cassa. Il cinturino è in alligatore bordeaux semi-opaco, con fibbia in platino.
Il Cartier Privé Crash Squelette 2026 è limitata a 150 pezzi e ha un prezzo indicato di 90.000 euro.
Cartier Privé 2026: tre orologi per collezionisti
La decima serie Cartier Privé conferma l’approccio della Maison alla riedizione dei suoi modelli storici. Cartier non interviene con modifiche radicali, ma lavora su proporzioni, materiali, quadranti e dettagli. È una strategia coerente con una collezione rivolta a un pubblico che conosce bene la storia del marchio e cerca riferimenti precisi, non semplici reinterpretazioni estetiche.