Nel catalogo TAG Heuer esistono modelli importanti, e poi c’è il Monaco. Pochi orologi possono vantare un’identità così immediata: la cassa quadrata, la corona a sinistra e quel legame indissolubile con Steve McQueen, che lo rese immortale nel film Le Mans. Per il 2026, TAG Heuer aggiorna uno dei suoi simboli più riconoscibili con un intervento che non ne stravolge il carattere, ma lo porta con decisione nel presente.

Una nuova cassa pensata per essere indossata meglio
La trasformazione più evidente riguarda la cassa. Il nuovo Monaco Chronograph adotta il titanio grado 5, scelta che alleggerisce l’orologio e ne migliora sensibilmente il comfort al polso. Le proporzioni restano fedeli alla tradizione, attorno ai 39 mm, ma il design è stato rivisto in molti dettagli.

Le linee appaiono più tese, gli spigoli più netti e le superfici meglio scolpite. Anche il vetro zaffiro torna a una geometria più vicina al quadrato puro, mentre il fondello è stato ridisegnato con un profilo più armonioso. Il risultato è un Monaco che conserva la sua presenza scenica, ma con una vestibilità più moderna e naturale.
La corona a sinistra resta dove deve essere
Ci sono dettagli che non si toccano, e nel caso del Monaco la corona sul lato sinistro è uno di questi. Posizionata a ore 9 come nel modello originale del 1969, continua a rappresentare uno degli elementi più distintivi della collezione.

Se un tempo questa scelta era legata all’architettura del movimento, oggi TAG Heuer la mantiene per rispetto della storia e per ribadire che il Monaco non è un cronografo come gli altri.
Un quadrante familiare
Anche il quadrante evolve senza perdere identità. Rimane la classica impostazione bicompax con due contatori orizzontali, ma tutto appare più nitido e meglio proporzionato. Gli indici applicati, la maggiore profondità dei registri e il contrasto tra le finiture migliorano la leggibilità.

La variante blu, inevitabilmente la più evocativa, richiama il celebre riferimento 1133B indossato da Steve McQueen. La lancetta cronografica rossa aggiunge il giusto accento sportivo a un insieme che continua a essere immediatamente riconoscibile.
Finalmente un Monaco con vero calibro di manifattura
La novità più importante è però invisibile a prima vista. All’interno batte il nuovo calibro automatico TH20-11, sviluppato internamente da TAG Heuer e progettato specificamente per questa collezione.

Il movimento garantisce 80 ore di riserva di carica e utilizza una costruzione moderna con ruota a colonne e frizione verticale, soluzioni tecniche che migliorano precisione, fluidità d’uso e affidabilità. È un deciso salto in avanti rispetto alle precedenti generazioni basate su architetture modulari.
Tre versioni per tre personalità diverse
TAG Heuer lancia il nuovo Monaco Chronograph in tre interpretazioni. La versione blu è quella più fedele alla leggenda, pensata per chi cerca il legame diretto con la storia del modello.

La variante verde propone una lettura più sofisticata e contemporanea, mentre l’edizione nera con dettagli in oro rosa punta a un pubblico interessato a una presenza più lussuosa.


Tutti i modelli sono abbinati a cinturini in pelle traforata ispirati al mondo delle corse, completati da una nuova chiusura deployante in titanio.
Il nostro giudizio
Il nuovo Monaco 2026 non rivoluziona un’icona, e probabilmente non avrebbe senso farlo. TAG Heuer sceglie invece la strada più intelligente: intervenire dove serviva davvero. Migliora comfort, alleggerisce la cassa, aggiorna le proporzioni e soprattutto introduce un movimento finalmente all’altezza del nome che porta sul quadrante.
Per chi ha sempre amato il Monaco ma aspettava una versione tecnicamente più convincente, questa potrebbe essere la migliore generazione mai proposta in epoca moderna.