Lungo l’orizzonte iconografico della meccanica sportiva,Tag Heuer e Porsche seguono la stessa flyline ideale. I loro nomi si sono sempre inseguiti e superati in una gloriosa carrera così come i loro simboli si intrecciarono nel 1971 e per sempre sulla tuta da corsa di Steve McQueen/Michael Delaney a bordo di una Porsche 917 nel film Le Mans.

Steve McQueen indossa l’Heuer Monaco durante le riprese del film Le Mans

Quel nome, Carrera, che è effigie per entrambe le manifatture, ha una storia anfrattuosa alle spalle e si riferisce alla Carrera Panamericana che si corse fra il 1950 e il 1954 come “Mille Miglia dell’altro mondo” che per oltre 3mila chilometri attraversava il Messico. Contrariamente a quando si ritenga, per Porsche il nome non battezzava una vettura, bensì un propulsore: il Type 547 progettato da Ernst Fuhrmann nel 1952.

Hans Herrmann, 1954 Carrera Panamericana

La Casa di Stoccarda decise di rinominare quel boxer a 4 cilindri raffreddato ad aria con il nome Carrera dopo essersi classificandosi terza assoluta e prima di categoria nell’edizione 1954 della Panamericana con la 550 Spyder guidata da Hans Hermann; vettura che montava quel motore in posizione centrale-posteriore. Successivamente, il nome Carrera è divenuto quasi un’autenticazione di sportività per la Porsche 911, prodotta a partire dal 1963 e oggi simbolo dell’azienda.

Un anno prima, nel 1962, Jack Heuer aveva ideato un cronografo dedicato ai piloti automobilistici, battezzandolo proprio Carrera, sempre in onore della corsa messicana. Il Carrera di Heuer, insieme al successivo Monaco, sarebbe diventato il segnatempo più diffuso fra i box automobilistici, anche grazie a un ambasciatore come Jo Siffert, pilota Porsche alla 24 Ore di Le Mans, cui si ispirò proprio il McQueen di cui sopra.

JO SIFFERT e l’Heuer AUTAVIA 1163T (KEYSTONE/Str)

A febbraio TAG Heuer e Porsche avevano certificato questo ricchissimo entroterra comune divenendo partner ufficiali, per raccordare a quattro mani destini e peripezie così intricate nella semplicità perfetta di un’unica flyline tracciata verso il futuro. E lo hanno fatto realizzando un segnatempo che fonde i rispettivi topoi; ovviamente crono e naturalmente Carrera. Il Tag Heuer Carrera Porsche Edizione Speciale in acciaio da 44 mm che presenta un quadrante grené grigio che riproduce l’effetto dell’asfalto, gli indici che utilizzano lo stesso font dei tachimetri 911, la lunetta in ceramica nera con inciso il nome Porsche in rosso.

Oggi riaccendono il proprio motore comune presso il Porsche Experience Center Franciacorta, con la presentazione di una nuova collezione Carrera. Arrivati a Castrezzato alle luci del tramonto, era giovevole testare un po’ delle performance Porsche fra i cordoli d’asfalto e i toboga emotivi della nuova eccezionale struttura da 60 ettari inaugurata poche ore prima, l’11 settembre, dove troviamo anche alcune delle vetture che avevamo ammirato al museo di Stoccarda qualche anno fa. Un luogo che farà andare giù di testa clienti e appassionati Porsche. Dopo simulatori ad alte prestazioni, kart elettrici e prove in pista sulle 911 Carrera S, il PEC cede il passo a Tag, con la presentazione ufficiale degli inediti 13 modelli, divisi in quattro versioni, sotto un arcobaleno franciacortino che lega idealmente due dimensioni della meccanica sportiva.

Tag Heuer TWIN – TIME Date

Quattro varianti che brillano per semplicità esecutiva e stilistica: il Twin-Time in una cassa da 41mm di bella presenza; un Day-date sempre da 41mm; un automatico con data al 6 da 39mm; un femminile, sempre automatico con data, da 29mm. Anche le cromie esaltano la semplicità del progetto con quadranti che scelgono il blu, il nero, l’argenté per abbinarsi all’acciaio di cassa e bracciale, che alterna satinature e lucidature. L’effetto è di una classicità senza ostentazioni. I calibri 7 e 5 garantiscono precisione e affidabilità, pur senza particolari virtuosismi meccanici. Anche i prezzi, che non superano i 3mila euro sono understated.

Fra tanta discrezione, una nota più hollywoodiana arriva dal nuovo ambasciatore Tag Heuer, che per primo ha vestito i nuovi Carrera: Ryan Gosling. Immaginiamo allora una nightcall fra Frédéric Arnault e Gosling, con i due che trovano rapida intesa sull’idea di driving watch e su come vestire il tempo che verrà. In fondo, che si parli della star di Drive, di Porsche Carrera o di Carrera Tag Heuer, there something inside you, it’s hard to explain… but you still the same…

Ryan Gosling con Frédéric Arnault